Tag Archive | Alpe di Pampeago

Diaciasettesima tappa: Conegliano – Alpe di Pampeago – Trento (seconda parte)

Arrivare a Pampeago da Treviso in tempo per l’arrivo è cosa difficile e quasi impossibile. Due sono i motivi principali. Tra le Dolomiti i treni non arrivano e i collegamenti in bus dagli snodi principali della zona, Trento e Ora, sono problematici causa passaggio corridori. Per questi motivi, pur di arrivare, devo desistere dalla ricerca di treni e mezzi pubblici e affidarmi alla generosità degli altri giornalisti. Viene in mio aiuto Tom, fotografo belga, anzi fiammingo, che ha imparato l’Italiano lungo i chilometri degli otto Giri d’Italia che ha vissuto al seguito della corsa. Tom racconta della sua terra, il Belgio, delle sue divisioni interne tra valloni e fiamminghi, due culture diverse per lingua e tradizioni accomunate da quasi due secoli di storia comune. “Siamo stati quasi un anno e mezzo senza un governo centrale, una crisi politica che non sembrava avere fine, ma non è stato poi un periodo buio, paradossalmente le cose funzionavano e andavano avanti abbastanza bene. Il ritorno di un governo ha per ora solo reso la gente più scontenta, anche perché l’unica cosa che per ora è stata fatta è quella di alzare le tasse”. A Tom l’Italia piace, gli piacciono i paesaggi, il cibo e la cultura, nonostante certe cose per lui siano inconcepibili. Politica, comportamenti, cose del genere. Continua a leggere…

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Tredicesima tappa: Milano

Il Giro si riposa e cerca di recuperare energie per il gran finale. Cortina d’Ampezzo, Alpe di Pampeago, Passo dello Stelvio, tre tappe tre da vertigine, tre tappe tre che decideranno il Giro, che lo accenderanno, si spera, che proclameranno i vincitori, i vinti, sorprese e delusioni. Poi la cronometro conclusiva, a Milano, per rimettere ancora tutto in discussione se non c’hanno pensato le montagne, per perfezionare classifica generale e distacchi.
Mancano 955 km alla conclusione, di questi 153,3 in salita, con il naso all’insù verso cime che hanno fatto la storia, più o meno recente, della corsa rosa. Perché il Giro lo fanno i corridori e le loro azioni, ma lo scenario a volte fa la differenza, permette di dipingere meglio i particolari in primo piano, risalta il rosa, la fatica, le imprese.
Per arrivare a Cortina gli atleti si troveranno di fronte Valparola, Duran, Staulanza e Giau, poi una picchiata di 20 km, anch’essi buoni per attaccare, per fare selezione. Salita difficile il Giau, 10 km al 9,3% con pendenze che salgono al 14%, discesa tecnica, nella prima parte, veloce nella seconda. Sarebbe stato finale perfetto per Nibali; lo squalo dello Stretto però farà il Tour. Qualcosa potrebbe fare Scarponi o Kreuziger, perché Basso può essere staccato, Joaquim Rodriguez un po’ meno. Continua a leggere…

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