Tag Archive | Bolzano

Quindicesima tappa: Laives – Cortina d’Ampezzo – Conegliano (prima parte)

Laives la lascio alle 8 del mattino. Sino a Bolzano sfrutto il passaggio in macchina offertomi da Doris e Ivano. Le strade sono trafficate, ma niente a che vedere con le code chilometriche di Roma e Milano. Un sole caldo illumina le montagne coperte da una fitta vegetazione. Ai lati dello stradone una ciclabile a due corsie. Rispetto al resto dell’Italia sembra un’autostrada per bicilette, “è però da anni che aspetta di essere completata e noi ancora aspettiamo. Mancano 5 km, la gente è abbastanza seccata, perché questa interruzione rende impossibile raggiungere Bolzano da Laives e Bronzolo”. In quasi tutta Italia infrastrutture del genere sarebbero un sogno, qui si vedono anche i difetti che ci sono e sono visibili nonostante le cose funzionano. “Sì è vero, qui le cose vanno abbastanza bene, ma ci sono ancora anche qui i problemi. Ad esempio il presidente della provincia ha uno stipendio più alto di quello di Obama. Ma ti rendi conto? È una cosa incredibile. Qui in Italia per governare nemmeno un milione di abitanti vieni pagato più del presidente di uno degli stati più importanti al mondo?”. Misteri d’Italia. Continua a leggere…

Annunci

Quattordicesima tappa: Milano – Falzes – Laives (Bz) (terza parte)

Era il 25 maggio di 8 anni fa, c’erano 217 km da percorrere, da San Vendemiano (Tv) a Falzes, c’era Popovych in maglia rosa, c’era Simoni pronto per vincere il suo terzo Giro d’Italia, c’era il Furcia e la salita verso Tarento ancora da affrontare. Sul Furcia ci provò Simoni, ma Popovych chiuse subito, allora ecco Cunego, al tempo compagno di squadra di Gibo alla Saeco, a provarci, a prendere il margine giusto, ad andarsene. Due compagni di squadra in fuga, pronti a dargli una mano a scortarlo sino all’ultima ascesa, lì un altro scatto a togliersi di dosso l’incomodo Abersold e a prendere la via del paradiso. A ventidue anni il Giro d’Italia, il primo e l’ultimo per ora. Una vera e propria impresa, un salto di 59 km per prendersi la rosa.
Nel 1997 la tappa invece partiva da Predazzo, 222km e 6 passi da superare. La tappa la vinse Rubiera, Gotti mantenne la rosa e Tonkov abbandonò i sogni di gloria. Quel giorno fu un giorno di pioggia, di freddo, da tregenda. Per Chechu la prima vittoria in carriera, un decimo posto finale, sembrava l’inizio di una carriera da uomo da corse a tappe. Divenne un ottimo gregario. Continua a leggere…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: