Tag Archive | Cavendish

Decima tappa: Torino – Cervere – Torino (seconda parte)

La fuga va via dopo 1500 m dalla partenza di Savona. La lancia il solito Martijn Keizer della Vacansoleil, lo segue Failli della Farnese. Per l’olandese al traguardo di Cervere saranno 612 km in avanscoperta in questo Giro d’Italia. Ha 24 anni, coraggio e 10 corse minori vinte in carriera. È 156° in classifica generale a un’ora e mezza dalla maglia rosa, ma ci prova sempre e non molla mai.
A 21 km dall’arrivo i due vengono ripresi, il gruppo continua veloce guidato dagli uomini della Sky, della Saxo Bank e della GreenEdge. Ai -6, in un tratto in leggere ascesa, ci provano Berard, Felline e Vermote. Ma è tentativo destinato a spegnersi presto ed infatti ai meno tre il gruppo ritorna compatto e lo sprint è una matematica certezza. Il lungo rettilineo facilita il gioco delle squadre dei velocisti, la volata parte ed è un assolo di Cavendish, che vince e mostra il numero tre con le dita. Tre come le vittorie in questa edizione della corsa, tre come i metri che dà al secondo, il norvegese Kristoff, che è sprinter affidabile e costante. Sempre piazzato, mai che dia l’idea di potercela fare. Peccato, ma il ciclismo è così, vince uno solo, per gli altri fatica e piazzamenti se va bene. Terzo Renshaw, quarto Modolo, a un passo dal podio di giornata, poi Favilli, sorpresa, sesto Goss, delusione. L’arrivo me lo guardo in mezzo alla gente, ai cento metri dalla linea bianca del traguardo. I ciclisti passano in un attimo, sono fulmini a pedali, ti accorgi che arrivano dal vento che muovono, li vedi passare in un bagliore di colori, poi è tutto finito, ma è uno spettacolo, un quadro in movimento. Continua a leggere…

Annunci

Ottava tappa: Assisi – Montecatini Terme – Firenze (seconda parte)

“Vai a Montecatini? Davvero? È la patria dei vecchi lo sai?”. Ride di gusto.
“C’è il Giro”.
“Beh allora è un’altra cosa”.
Angelo studia Scienze ambientali a Firenze e fa il dj a tempo perso, anche se questo tempo perso ormai supera quello che effettivamente utilizza per studiare. “Me la sto prendendo comoda, certo, ma guardati attorno, secondo te ci sono possibilità? Siamo una generazione fottuta prima ancora di laurearci”. Ha 25 anni e se ne sta tornando a Pistoia, città della nonna. “C’ho una fame maiala, per fortuna che nonna mi fa il carcerato, che è il mio piatto preferito”. Non ho mai sentito nominare un piatto con quel nome. “In pratica è una specie di zuppa di pan raffermo e interiora di vitello, carote, cipolle, pomodori e formaggio grattugiato. Lo so che detto così fa schifo, ma ti assicuro, mangialo almeno una volta nella vita e poi mi saprai dire”.
Pistoia è in avvicinamento, inizia la periferia ed è tempo di salutarci. Scende e fa cenno di addio dalla banchina. Dieci minuti e sono anch’io a terra. Montecatini è un posto per riccastri che cercano nelle acque termali la soluzione ai propri malesseri. È bella, curata, pulita, talmente curata e pulita che ti lascia addosso l’idea che non sia poi vera al cento per cento. Ha qualcosa di artefatto, di irreale. Non sembra Italia. Continua a leggere…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: