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Undicesima tappa: Torino – Cervinia – Milano (seconda parte)

La ferrovia verso Châtillon è ad un solo binario, il treno va lento, si prende della pause in stazioni microscopiche sotto montagne altissime. La valle è verde smeraldo, stretta, pareti di alberi e di roccia a contornarla, qualche paesotto, corsi d’acqua, capre e mucche. Il treno sbuffa e un pastore si mette a fissarlo, lo saluta con una mano. Passa e scompare.
La corsa è partita ed è partita con un minuto di silenzio. In mattinata a Brindisi una bomba è scoppiata davanti ad una scuola: ha ucciso una ragazza di 16 anni, qualche ferito, uno almeno molto grave. In rete gira di tutto, dai quotidiani che riportano il solito vociare dei soliti politici, agli utenti che parlano e cianciano di una ragazza che nemmeno conoscevano come se questa fosse stata un’amica di sempre. Qualcuno parla di mafia, qualcuno di strage di Stato. Tutti sembrano avere la risposta giusta ai quesiti giusti. In Italia le bombe le conosciamo bene. La nostra storia recente ne è piena: da Piazza Fontana, a quella nella Stazione di Bologna, dall’Italicus a Piazza della Loggia, eccetera, eccetera, eccetera. Matrici rosse, matrici nere, matrici di Stato, matrici anarchiche, sia quel che sia. La cosa migliore che ho letto, l’ho trovata su un sito, 7yearswinter.com:

La cosa positiva di Brindisi è che entro 45 anni
i responsabili dell’attentato verranno catturati, processati e dichiarati innocenti. Continua a leggere…

Quinta tappa: Roma

La tappa arriva a Lago Laceno, frazione di Bagnoli Irpino, provincia di Avellino. Io resto a Roma.
È domenica, le tratte hanno orario festivo e la meta della tappa è su un altipiano a circa 1000 m di altezza non servito da alcuna ferrovia. Questo è l’ultimo dei problemi comunque, anche a Rocca di Cambio non arrivava il treno eppure in cima ho trovato il modo di arrivarci. Questo problema lo troverò anche nelle tappe alpine e qualcosa mi inventerò. Ma oggi è diverso.
La stazione più vicina è quella di Avellino. Partenza da Roma, quattro ore e mezzo per arrivare a Benevento, coincidenza e altri tre quarti d’ora per raggiungere il capoluogo irpino. Poi serve un pullman per raggiungere Bagnoli Irpino, infine un altro per salire sull’altipiano. Totale otto ore di viaggio. Ipotizzando di partire alle 6 arriverei alle 14, in tempo per la tappa. Qui però sorge un problema non da poco: la circolazione ferroviaria la domenica è quantomeno lacunosa; ad esempio tra Roma e Avellino ci sono solo due regionali con coincidenza coincidente. Praticamente se il treno ritarda di cinque minuti, cosa all’ordine del giorno, ti tocca stare a terra, in questo caso a Napoli, per un bel po’ di ore. Simpatico.
Sarei potuto partire da L’Aquila. Impossibile, stesso discorso. Da Avezzano magari. Impossibile, stesso discorso. Da Napoli. Sì. Da Napoli sarei potuto partire. C’è solo un problema. La sera prima ero a L’Aquila e per arrivare a Napoli sarei dovuto comunque passare per Roma, o al limite per Cassino, ma dopo le 22 i treni non passano più e Mauro Moretti, Amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, presidente di Grandi Stazioni, presidente del Collegio ingegneri ferroviari italiani, Vice presidente dell’Unione industriali di Roma e sindaco di Mompeo, ha pensato bene di risparmiare sui treni notturni per permettere a tutti di poter viaggiare a velocità elevatissima, addirittura con la possibilità di avere “drink e snacks dolci e salati delle migliori marche” e anche un giornale, ma solo se viaggi in prima, perché se viaggi in seconda sei un poveraccio e non ti meriti niente. Continua a leggere…

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