Tag Archive | Hesjedal

Diaciasettesima tappa: Conegliano – Alpe di Pampeago – Trento (seconda parte)

Arrivare a Pampeago da Treviso in tempo per l’arrivo è cosa difficile e quasi impossibile. Due sono i motivi principali. Tra le Dolomiti i treni non arrivano e i collegamenti in bus dagli snodi principali della zona, Trento e Ora, sono problematici causa passaggio corridori. Per questi motivi, pur di arrivare, devo desistere dalla ricerca di treni e mezzi pubblici e affidarmi alla generosità degli altri giornalisti. Viene in mio aiuto Tom, fotografo belga, anzi fiammingo, che ha imparato l’Italiano lungo i chilometri degli otto Giri d’Italia che ha vissuto al seguito della corsa. Tom racconta della sua terra, il Belgio, delle sue divisioni interne tra valloni e fiamminghi, due culture diverse per lingua e tradizioni accomunate da quasi due secoli di storia comune. “Siamo stati quasi un anno e mezzo senza un governo centrale, una crisi politica che non sembrava avere fine, ma non è stato poi un periodo buio, paradossalmente le cose funzionavano e andavano avanti abbastanza bene. Il ritorno di un governo ha per ora solo reso la gente più scontenta, anche perché l’unica cosa che per ora è stata fatta è quella di alzare le tasse”. A Tom l’Italia piace, gli piacciono i paesaggi, il cibo e la cultura, nonostante certe cose per lui siano inconcepibili. Politica, comportamenti, cose del genere. Continua a leggere…

Annunci

Undicesima tappa: Torino – Breuil-Cervinia – Milano (terza parte)

Fondovalle. Châtillon che sovrasta la stazione, la montagna che sovrasta Châtillon. Il paese è vestito a festa, pieno zeppo di palloncini rosa, di nastri rosa alle porte, pronto per accogliere il Giro. C’è freddo, tira aria di neve e pioviggina. Ho davanti a me 27 km in salita e la voglia di farne nemmeno uno. Sono fortunato. La macchina di Eurosport si ferma al mio segnale di autostop e mi carica su. Alla guida c’è Philippe Célières, al suo fianco Andrea Melloni che avevo già conosciuto a Montecatini, che è un amante delle scatto-fisso, che è emiliano ma da una vita a Milano. La strada è larga, Philippe guida bene e veloce, sorpassa quando può. Fuori c’è uno spettacolo di verde, alcuni laghetti, uno certamente artificiale. Lungo la strada molti spettatori, molti anche i ciclisti che affrontano la salita, che faticano, ma che salgono e salgono, chi sui pedali, chi seduto, chi più velocemente, chi attaccato al manubrio ad imprecare. In cima sono 2001 metri sul livello del mare. La neve ancora si vede nella vallata e lungo i pendii dei monti e un cielo cupo minaccia di buttar giù tanta acqua da riempire il piano di Breuil-Cervinia. Vado a mangiare e si mangia bene. Mi finirei l’intera forma di Toma, ma troppo formaggio non mi appesantisce e cerco di limitarmi. Castagne e miele, salumi. Ben fatto.
Fuori fa un freddo cane. Ci sono 6 gradi e io non ero pronto a queste temperature, per fortuna Davide, detto Labionda, detto Lenin, mi ha prestato un pile che quantomeno non mi fa morire causa ipotermia. Continua a leggere…

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: