Tag Archive | Pian dei Resinelli

Dodicesima tappa: Milano – Pian dei Resinelli – Milano (seconda parte)

La pioggia non si arresta, per fortuna mangiamo benissimo, dal pesce di lago alla cane, dalle crespelle ai formaggi locali, speciali; c’è poco da dire, in Lombardia i formaggi sono uno spettacolo. Uno spettacolo come quello che da lì a poco mette in scena Matteo Rabottini, pescarese classe 1987, 151 km di fuga da solo, quattro Gpm vinti e successo finale ottenuto resistendo alla rimonta di Joaquim Rodriguez, restandogli a ruota e superandolo ai venti metri dall’arrivo. Bravo Puirito, partito ai 1500 m dall’arrivo con uno scatto potente che ha lasciato tutti gli altri favoriti per il successo finale sui pedali. Saluti a Scarponi, il primo a cercare di lasciare il gruppo buono, saluti a Kreuziger, che c’ha provato con la squadra giù dal Culmine San Pietro, saluti a Hesjedal, che ha lottato ma ha dovuto alzare bandiera bianca, saluti a Basso, che tanto non ci prova mai perché aspetta la terza settimana. Purito di nuovo in rosa, Purito ora il favorito numero uno al successo finale, perché sta dimostrando forza e carattere, tenuta e scatto. L’eroe di giornata però non può essere che Rabottini, che è pure caduto giù dal Culmine, si è rialzato, ha continuato come niente fosse, è stato solo tutto il giorno con Scinto che gli urlava “vai che ce la fai, vai che ce la fai”. Alla fine successo di tappa e maglia azzurra. Seconda vittoria in carriera, entrambe ottenute dopo una fuga lunghissima. Chapeau. Continua a leggere…

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Dodicesima tappa: Milano – Pian dei Resinelli – Milano (prima parte)

Cielo scuro e incazzato che minaccia pioggia, che gravita lugubre su di una città ancora mezza addormentata, perché è domenica e il campionato di calcio è già finito. Oggi si sale ancora, ma poco, giusto fino ai 1280 metri del Pian dei Resinelli, pochi chilometri sopra Lecco. È più caldo di ieri e ci vuole poco, ma quel cielo non promette niente di buono. Lo guardo, so che mi creerà problemi. L’ombrello ce l’ho, la cerata nemmeno a parlarne. Sono partito con il caldo e con il sole e non sono abbastanza pragmatico per progettare tutto in poche ore. Fa niente, speriamo in bene, che tanto a pensar male c’è sempre tempo.
Cinque minuti fuori da Milano e inizia a piovere a dirotto. “Eccheccazzo ce bagnamo tutti. Li mortacci sua”. Diego è seduto davanti a me, sta tornando a Lecco dopo una serata a Milano. “Sono di Roma, ma lavoro qua in banca. M’hanno trasferito, non è male perché si alzano più soldi, però me manca Roma, me manca un sacco”. Capisco perché. “C’ho trent’anni e non è facile annassene da casa tua, non che abitassi ancora con mammà ma qua ar nord è tutta ‘n’artra cosa”. È da un anno e mezzo che vive a Lecco e non si trova male, la città è pulita e tranquilla e si vive bene perché c’è il lago e la montagna e “a me me piace annà in montagna a camminà”. Il ciclismo lo annoia, preferisce il calcio e soprattutto la Maggica: “me la vado a vedè ogni volta che viene a Milano. Quest’anno è stata dura, è stata un’annataccia. Me dispiace però che Luisserriche se ne sia annato. Era ‘na brava persona, però il calcio è così e se non vinci te tocca cambià, a’ssoria a scrivono i vincitori”. Continua a leggere…

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